Cancro nelle organizzazioni

Cancro nelle organizzazioni

Normalmente associamo il cancro al corpo umano, ma è interessante osservare lo stesso processo in una comunità organizzata.
Dopo tutto, che cosa è un corpo umano se non una comunità di cellule organizzate in tessuti, organi e funzioni che hanno un obiettivo comune e condividono le stesse regole nel loro miglior interesse.
Ad un certo punto, un gruppo di cellule si dissocia dal progetto comune della comunità globale e comincia a riprodursi sovra-scrivendo le informazioni che li hanno precedentemente definiti come parte di tale organo. Quelle cellule sono indifferenziate e totipotenti, come le prime dopo il concepimento, hanno la capacità di diventare qualsiasi cosa. Il cancro è potente, ha una sua magnificenza.

E questo è ciò che succede in una comunità quando una persona improvvisamente, senza preavviso, inizia a sviluppare un'idea diversa. Facilmente è qualcuno fidato, che aderiva ai principi e obiettivi dell'organizzazione e rimane convinta di farlo ancora.
Il cancro del corpo si sviluppa in un organo debole, un luogo in cui già le informazioni del corpo erano distorte, sbilanciate.

Allo stesso modo la persona, che presto diventa un piccolo gruppo, inizia a costruire relazioni e riprodurre la sua idea nei punti deboli della comunità, piccoli gruppi che sono stati in opposizione per qualche tempo. Da lì comincia a fronteggiare le persone che rappresentano il serbatoio del progetto originale.
Il cancro del gruppo cerca un modo per moltiplicarsi e trovare il modo più breve e veloce per riprodurre il suo nuovo progetto, avvolte celando i suoi motivi dietro una nuova causa ben vista da tutti.

Il resto dell'organizzazione non rileva ciò che sta accadendo per un certo tempo, come nel corpo, le cellule entrano in modalità di sopravvivenza, l'organizzazione inizia a correre più veloce per tenere il passo con il nuovo progetto mentre i principali organi sono in difficoltà e non riescono a gestire efficacemente il corpo.
Poco a poco le cellule che sono meno investite nella sopravvivenza del corpo, sono facilmente trasformate in cellule tumorali. Gli organi principali possono ora avere un senso di ciò che sta succedendo e iniziare a combattere. Inizia una ricerca disperata di una terapia, ma in un primo momento nulla ripristina l'equilibrio, al contrario il cancro utilizza la lotta per rafforzarsi e reclutare nuovi soldati.
Le persone che diventano le nuove reclute iniziano a vivere come se una nuova vita fosse iniziata e finalmente è il loro turno per farsi valere. Invece le persone che rappresentano la causa originale vivono un senso generale di dolore e una miscela di tristezza, perdita di fiducia, sospetto, solitudine.

Qui inizia un processo di terapia, normalmente le sue possibilità sono: guarire tutto il corpo al primo tentativo, vivere un lungo e doloroso processo di guarigione, rinunciare e morire.

Che cosa rende una terapia efficace?

C'è una profonda differenza nella strategia terapeutica tra un cancro nel corpo fisico e il cancro in un'organizzazione, un invertendo: nel corpo siamo disposti a combattere le cellule tumorali attraverso mezzi aggressivi di distruzione per salvare il progetto originale. In una comunità organizzata siamo disposti a cancellare il progetto originale per dare piena vita al nuovo.
La mia riflessione è che entrambi i modi perdono di vista il fatto che siamo un solo campo universale di coscienza in cui l'integrazione potrebbe essere la nostra migliore opzione.




La nuova scienza della guarigione

Le illusioni della scienza

Il sistema di credenze che adottiamo determina il modo in cui percepiamo e sentiamo il mondo.
Cambiare le impostazioni del sistema e quindi le credenze genera necessariamente una profonda trasformazione. Le nostre credenze non sono solo frutto della nostra esperienza individuale o collettiva del nostro gruppo di riferimento, ma sono il risultato della nostra appartenenza inconscia a ciò che Rupert Sheldrake ha chiamato campi morfici. Vere e proprie entità di pensiero che si fortificano man mano che più persone investono le loro energie mentali e materiali nel coltivare il pensiero del campo.

Gli assunti della scienza definiscono le caratteristiche dei nostri campi di pensiero collettivi e di conseguenza quando si modificano cambiano profondamente i risultati della nostra esperienza di vita. Malattia e guarigione, visti in questa ottica, sono processi di complessa sintonizzazione con diverse possibilità di manifestazione della realtà.

Le illusioni della scienza, i 10 dogmi che limitano la scienza moderna, secondo Rupert Sheldrake:
1. Tutto è meccanico.
2. Tutta la materia è priva di coscienza.
3. La quantità totale di materia ed energia è costante.
4. Le leggi di natura sono costanti.
5. Tutta l'eredità biologica è materiale, è nel DNA.
6. La mente è dentro la testa ed è l'attività del cervello.
7. La natura è senza obiettivi.
8. I ricordi sono immagazzinati nel cervello e si cancellano con la morte.
9. Fenomeni psichici come la telepatia sono illusori.
10. La medicina meccanicistica è l'unica che funziona davvero.

Se mettessimo sotto analisi critica questi dogmi dovremmo ammettere altre possibilità:
L'universo è più come un organismo che come una macchina, quindi il tutto è maggiore della somma delle parti. La materia non è incosciente, un insieme di parti. Quando diventa un tutto, acquista una sua coscienza che rappresenta l'identità dell'insieme di parti, e non è la somma delle identità individuali delle parti.

L'universo è fatto a strati, ogni livello è un insieme di parti più piccole, a loro volta insiemi di parti ancora più piccole. Tutti gli aggregati, ad ogni livello esistono secondo leggi che non sono fisse, sono più delle abitudini che delle leggi, che riproducono se stesse sulla base della ripetizione di schemi simili.

Il DNA non è il cervello della cellula ma il suo sistema riproduttivo, il cervello sembra essere la membrana, punto di passaggio tra gli stimoli dell'ambiente esterno e le esigenze interne. L'ambiente esterno non è dato dalla chimica ma dalle credenze dell'organismo o del campo morfogenetico di appartenenza (le abitudini).

Il cervello è un processore, analizza e classifica informazioni, non discerne e non ha morale, è un insieme di programmi. I programmi sono istallati dalla mente, che non risiede soltanto nel cervello.
La Natura non è senza fini, l'evoluzione è la direzione di sviluppo di ogni sistema vivente.

Non ci sono individui ma sistemi di diversi livelli energetici, che si esprimono attraverso frequenze diverse, alle quali corrisponde un tipo di materia più o meno solida.

Il corpo fisico ha un contenitore di materia solida che percepiamo con i 5 sensi. La medicina moderna si limita a prendere in considerazione solo il contenitore fisico. La nuova scienza riconosce l'anatomia dei corpi sottili, rilevabili con macchinari sensibili alle diverse frequenze della materia sottile.
Le malattie del corpo fisico sono solo apparentemente causate da fenomeni fisici, e spesso non possono guarire attraverso rimedi fisici.